Conto deposito migliore rendimento

Conto deposito: stato attuale dell’offerta bancaria e notizie relative alla legislazione in materia.

Quando la scelta d’investimento ricade su un conto deposito, un conto corrente dove la banca corrisponde un interesse sulle somme depositate.

L’offerta bancaria si è diretta verso la soddisfazione di questa diffusa esigenza di investimento con una proposta di conti di deposito chiara, flessibile e puntuale.

La crisi economica ha delineato un panorama finanziario in cui gran parte dei risparmiatori cercano soluzioni di investimento che garantiscono sicurezza e movimento del capitale senza perdite.

 

Conti deposito. Lo stato attuale dell’offerta

L’offerta bancaria relativa ai conti di deposito è attualmente molto dinamica e flessibile. Gli istituti bancari già da qualche anno propongono soluzioni in continua evoluzione per rispondere meglio alle tendenze dei risparmiatori.

Attualmente le banche offrono di base la possibilità di deposito senza vincoli ma con bassi rendimenti, per poi proporre varie opzioni di vincolo di tutto o parte del capitale depositato con rendimenti più alti.

Gli interessi vengono solitamente capitalizzati alla fine del periodo di vincolo o comunque alla fine di ogni anno solare. Spesso c’è anche la possibilità di svincolo del capitale senza penali ma con l’unica perdita del rendimento maggiore e quindi con l’applicazione del tasso base garantito sulle somme libere.

I conti deposito. Principali caratteristiche

Una soluzione ideale per i risparmiatori con poca attinenza al rischio e a vincolare i propri capitali in investimenti a medio e lungo termine. I rendimenti purtroppo sono bassi in quanto i tassi di riferimento sono legati all’attuale costo del denaro.

 

Le banche infatti offrono di base, sulle somme libere da vincoli, un tasso di interesse lordo che va da 0,1% a 0,5%. Scegliendo invece di vincolare tutto o parte delle somme depositate sono garantiti rendimenti superiori all’1% che possono crescere proporzionalmente:

  • in base al periodo di vincolo (12, 24, 36 e 60 mesi);
  • al crescere delle somme minime da vincolare.

I conti deposito di solito non hanno spese di apertura, gestione e chiusura; ci sono da considerare le ritenute fiscali da pagare sugli interessi e l’imposta di bollo che va pagata sulle giacenze medie annue superiori ai 5.000 euro.

Le migliori offerte bancarie

La maggioranza degli Istituti bancari attualmente offrono conti deposito con le caratteristiche fin qui esposte. Di solito ogni banca offre un paio di soluzioni ma con flessibilità di scelta tra :

  • libero o vincolato;
  • periodo di vincolo;
  • somme minime vincolate.

Particolarmente rilevanti sono le proposte fatte da alcuni Istituti per tassi di rendimento garantiti più elevati rispetto alla media:

  • depositi non vincolati: alcune banche oggi offrono un tasso lordo dell’ 1% o superiore sulle somme libere in promozione per i primi mesi. Il rendimento si può mantenere ad esempio con l’accredito dello stipendio/pensione o che può aumentare nel caso si opti per piani di accumulo e quindi inserendo un vincolo;
  • per i depositi vincolati invece le soluzioni migliori sul mercato prevedono tassi di interesse lordi intorno al 2% con vincoli a breve termine e in alcuni casi con liquidazione trimestrale degli interessi. Su alcune tipologie di depositi vincolati alcune banca si fanno carico anche dell’imposta di bollo.

La legislazione vigente in materia.

Tutta la normativa in materia bancaria è raccolta nel Testo Unico Bancario (d.lgs 385/1993) che ha subito negli ultimi anni numerose modifiche e integrazioni in seguito ai grandi fallimenti bancari che hanno bruciato i risparmi di migliaia di investitori.

L’Eurozona, con una serie di direttive, ha imposto una legislazione che garantisce più chiarezza e trasparenza nelle condizioni di investimento e garanzie minime per i depositi bancari.

Nel 2011 è stato costituito il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, a cui devono aderire obbligatoriamente tutte le banche, che serve a garantire un rimborso in tempi certi fino a 100 mila euro per i risparmiatori in caso di insolvenza della banca.

Negli ultimi anni è stata rivista anche la percentuale delle ritenute fiscali sui redditi da interessi (salita al 26%) e parte della disciplina dell’imposta di bollo.

 

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