garanzia conto deposito

Garanzia conto deposito: risparmi 2018 garantiti. Fondo Interbancario e Tutela dei Depositi.

La garanzia conto deposito è stata oggetto di diverse leggi in materia finanziaria nel corso degli anni.

L’ultima novità introdotta in materia risale al Governo Monti di qualche anno fa.

Col Decreto Salva Italia fu abolito il prelievo una tantum. Si istituì l’imposta di bollo annuale sui conti di risparmio.

Le numerose manovre però, tutelano le banche non i risparmiatori. Il fine è non far sentire il morso del prelievo forzoso ai risparmiatori .

Risparmi garantiti: garanzia conto deposito

I conti deposito coniugano sicurezza e rendimento nelle giuste proporzioni, seppur poco ottimali in merito ai tassi di interesse. Sono insieme ai conti correnti le forme di risparmio più sicure. Per i conti cifrati si applica la stessa garanzia offerta per i conti correnti nominali. Devono essere chiaramente riconducibili al nominativo del titolare e del beneficiario.

Grazie alla loro versatilità e ai margini di operatività li fanno preferire ad altre soluzioni. Anche in vista di un profitto accettabile e per le tutele previste sul fronte del rischio. Tutti questi aspetti consentono di godere della garanzia conto deposito.

 

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Garanzia Fondo Interbancario

Dal 1987, le banche italiane hanno aderito al FITD, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Tale fondo ingloba le riserve annuali poste a garanzia dei conti correnti, qualora i clienti risparmiatori si trovassero in difficoltà. Tutela ogni forma di risparmio (assegni circolari, conti correnti) e deposito, ma non gli investimenti.

La direttiva comunitaria per il risanamento e la risoluzione del settore creditizio e degli intermediari finanziari è stata emanata da Bruxelles. Pone sullo stesso piano correntisti ed azionisti, che in caso di crisi rispondono in solido.

In caso di default il rimborso avviene in 20 giorni lavorativi, tranne un’ulteriore proroga di 10 giorni da parte della Banca d’Italia. Il fondo garantisce solo le banche costituite in società per azioni e non tutela i fondi cooperativi.

Fondo di tutela dei depositi

I depositi sono tutelati da un consorzio al quale gli istituti creditizi sono obbligati ad aderire in base a quanto stabilito dal D. lgs. 385/1993. Gli istituti di credito dovrebbero collaborare per risanare la situazioni e fornire liquidità ai clienti della banca in default. Quindi non direttamente dallo Stato.

Il D. lgs. 24/03/11 n. 49 conforme alla Direttiva 2009/CE dispone una serie di criteri: il limite massimo di rimborso pari a 100 000,00 per depositante. Se il conto è cointestato la garanzia conto deposito è da intendersi per ciascuno dei depositanti. Invece se si è titolari di più conti presso la stessa banca la garanzia si applica al cumulo dei depositi.

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Conto deposito migliore rendimento

Conto deposito: stato attuale dell’offerta bancaria e notizie relative alla legislazione in materia.

Quando la scelta d’investimento ricade su un conto deposito, un conto corrente dove la banca corrisponde un interesse sulle somme depositate.

L’offerta bancaria si è diretta verso la soddisfazione di questa diffusa esigenza di investimento con una proposta di conti di deposito chiara, flessibile e puntuale.

La crisi economica ha delineato un panorama finanziario in cui gran parte dei risparmiatori cercano soluzioni di investimento che garantiscono sicurezza e movimento del capitale senza perdite.

 

Conti deposito. Lo stato attuale dell’offerta

L’offerta bancaria relativa ai conti di deposito è attualmente molto dinamica e flessibile. Gli istituti bancari già da qualche anno propongono soluzioni in continua evoluzione per rispondere meglio alle tendenze dei risparmiatori.

Attualmente le banche offrono di base la possibilità di deposito senza vincoli ma con bassi rendimenti, per poi proporre varie opzioni di vincolo di tutto o parte del capitale depositato con rendimenti più alti.

Gli interessi vengono solitamente capitalizzati alla fine del periodo di vincolo o comunque alla fine di ogni anno solare. Spesso c’è anche la possibilità di svincolo del capitale senza penali ma con l’unica perdita del rendimento maggiore e quindi con l’applicazione del tasso base garantito sulle somme libere.

I conti deposito. Principali caratteristiche

Una soluzione ideale per i risparmiatori con poca attinenza al rischio e a vincolare i propri capitali in investimenti a medio e lungo termine. I rendimenti purtroppo sono bassi in quanto i tassi di riferimento sono legati all’attuale costo del denaro.

Le banche infatti offrono di base, sulle somme libere da vincoli, un tasso di interesse lordo che va da 0,1% a 0,5%. Scegliendo invece di vincolare tutto o parte delle somme depositate sono garantiti rendimenti superiori all’1% che possono crescere proporzionalmente:

  • in base al periodo di vincolo (12, 24, 36 e 60 mesi);
  • al crescere delle somme minime da vincolare.

I conti deposito di solito non hanno spese di apertura, gestione e chiusura; ci sono da considerare le ritenute fiscali da pagare sugli interessi e l’imposta di bollo che va pagata sulle giacenze medie annue superiori ai 5.000 euro.

Le migliori offerte bancarie

La maggioranza degli Istituti bancari attualmente offrono conti deposito con le caratteristiche fin qui esposte. Di solito ogni banca offre un paio di soluzioni ma con flessibilità di scelta tra :

  • libero o vincolato;
  • periodo di vincolo;
  • somme minime vincolate.

Particolarmente rilevanti sono le proposte fatte da alcuni Istituti per tassi di rendimento garantiti più elevati rispetto alla media:

  • depositi non vincolati: alcune banche oggi offrono un tasso lordo dell’ 1% o superiore sulle somme libere in promozione per i primi mesi. Il rendimento si può mantenere ad esempio con l’accredito dello stipendio/pensione o che può aumentare nel caso si opti per piani di accumulo e quindi inserendo un vincolo;
  • per i depositi vincolati invece le soluzioni migliori sul mercato prevedono tassi di interesse lordi intorno al 2% con vincoli a breve termine e in alcuni casi con liquidazione trimestrale degli interessi. Su alcune tipologie di depositi vincolati alcune banca si fanno carico anche dell’imposta di bollo.

La legislazione vigente in materia.

Tutta la normativa in materia bancaria è raccolta nel Testo Unico Bancario (d.lgs 385/1993) che ha subito negli ultimi anni numerose modifiche e integrazioni in seguito ai grandi fallimenti bancari che hanno bruciato i risparmi di migliaia di investitori.

L’Eurozona, con una serie di direttive, ha imposto una legislazione che garantisce più chiarezza e trasparenza nelle condizioni di investimento e garanzie minime per i depositi bancari.

Nel 2011 è stato costituito il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, a cui devono aderire obbligatoriamente tutte le banche, che serve a garantire un rimborso in tempi certi fino a 100 mila euro per i risparmiatori in caso di insolvenza della banca.

Negli ultimi anni è stata rivista anche la percentuale delle ritenute fiscali sui redditi da interessi (salita al 26%) e parte della disciplina dell’imposta di bollo.

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Conto deposito: tutela acquirenti ddl concorrenza 124/2017

In materia di conto deposito grazie al ddl sulla concorrenza n. 124/2017 gli acquirenti di case e beni immobili avranno meno preoccupazioni. In questo ambito purtroppo vi è il rischio di frodi.

Fino a pochi mesi fa il privato interessato all’acquisto era più esposto, in quanto pagare in anticipo la somma non era così sicuro.

Vi sono stati casi in cui i venditori incassavano tramite notaio la somma e al momento delle firme scappavano via. Dal 29 agosto scorso la situazione è diventata più rassicurante.

I conti deposito prima della pubblicazione della legge 124

Il sistema che regolava l’acquisto di immobili tra privati era regolato sulla base della cronologia dei versamenti dei conti deposito. Nell’intervallo di tempo tra la stesura dell’atto notarile e il momento in cui si trascrive il contratto nei registri degli atti immobiliari le due parti interessate alla compravendita potevano versare in situazioni contrapposte.

Il venditore da una parte poteva essere esposto a debiti verso terze persone (in tale situazione l’immobile gli veniva pignorato o sequestrato nel peggiore dei casi). L’acquirente a sua volta si trovava così ad aver sborsato una cifra notevole senza non avere comprato nulla. O addirittura ritrovandosi un immobile di proprietà soggetto a vincoli da parte di terze persone.

Ddl concorrenza. Cosa dice la legge 124/2017

Grazie all’entrata in vigore del ddl concorrenza n. 124 gli acquirenti possono chiedere che la somma sia depositata dal notaio in un conto deposito fino alla trascrizione del contratto sui registri degli atti immobiliari. L’acquirente può scegliere autonomamente di utilizzare il conto deposito, senza che sia necessario il consenso da parte del venditore.

La legge mette al sicuro gli acquirenti da quei venditori che dopo aver fatto il preliminare d’acquisto non proseguono alla trascrizione degli atti dal notaio. Precisiamo che con la trascrizione degli atti la proprietà passa ufficialmente dal venditore all’acquirente. La tutela è rappresentata per due fondamentali:

  • vendita della proprietà ad un’altra persona
  • rischio di ipoteca sull’immobile che si sta acquistando.

Più precisamente l’acquirente versa la somma al notaio che redige il contratto e lo trascrive nei registri. Il notaio accerta la correttezza della transazione e versa la somma al venditore. Questa formalità dura massimo 5 giorni lavorativi. Nell’eventualità che sulla casa ci siano dei vincoli da parte di terzi, il notaio salda i debiti ad ognuno di loro e verserà la restante parte al venditore.

Per un miglior conto deposito

Il ddl concorrenza 124 suggerisce quindi che il notaio debba avere un conto corrente dedicato alle somme che gli acquirenti dovranno versare. La gestione di questo piccolo fondo da parte della figura notarile è soggetta a una serie di osservanze. In quanto garante della transazione egli:

  • non può generare interessi su questa somma e non può utilizzarli per altri scopi se non per pagare il venditore;
  • non può pagare i suoi creditori personali con le somme presenti nel conto deposito;
  • è consapevole che le somme non rientrano nel proprio testamento personale e quindi non possono passare in mano agli eredi;
  • è consapevole che le somme non fanno parte della comunione dei beni col coniuge;
  • è tenuto a versare esclusivamente sul conto deposito dedicato la somma ricevuta dall’acquirente;
  • deve tenerli depositati su tale conto fino al momento della trascrizione degli atti della compravendita.

Per concludere, è chiaro che vi è una maggior tutela delle transazioni immobiliari. Soprattutto in casi specifici e spinosi rappresentati da ipoteche, pignoramenti e quant’altro. Chi non procede alla trascrizione agli atti dal notaio è sicuramente più esposto al rischio di frode, rischiando di non riavere la somma versata.

Grazie a questa legge i notai prendono in custodia l’intera somma versandola su un conto corrente esclusivo ed univocamente atto allo scopo. Nell’eventualità avversa di acquisti non atti a essere conclusi o esposti al rischio di sanzioni per pregressi debiti, recuperare la somma sarà molto più semplice.