Conti deposito bail in

Conti deposito bail in: il rischio per i contribuenti

Bail in e bail out: due strade pericolose

Non è un buon periodo per le banche. Un’ondata di crisi sta divorando i pesci piccoli e rischia di coinvolgere anche gli istituti più grandi. Le difficoltà recenti hanno riportato al centro del dibattito politico una questione mai del tutto risolta: i metodi di salvataggio. In questo periodo sta andando di moda la strada “interna”. I prodotti più sicuri rischiano qualcosa? Per esempio, l’associazione conti deposito bail in ha ragione di esistere?

Per rispondere a questa domanda è necessario spiegare cosa sia il bail in, soprattutto in relazione al suo opposto, il bail out. Perché è ovvio che, a prescindere da quello che dicono i complottisti, le banche vadano salvate. Se non altro perché lì dentro sono parcheggiati i risparmi dei contribuenti.

Conti deposito bail in e bail out

Per bail out si intende il salvataggio dall’esterno. Una banca versa in estrema difficoltà, rischia la bancarotta, dunque ha bisogno di liquidità. A fornirgliela è lo Stato, che quindi recupera le risorse dalle entrate generate per mezzo della tassazione o producendo deficit. In ogni caso, almeno alla lontana, si tratta di denaro della collettività.

Per bail in si intende invece il salvataggio dall’interno. Quando una banca ha necessità di trovare della liquidità per far fronte ai suoi problemi e ai suoi debiti, agisce direttamente sui prodotti che ha in suo possesso, prelevando, per esempio, il denaro dai correntisti.

 

Fino a questo momento, almeno in Italia, si è praticata ampiamente la via del bail out. Una direttiva europea, però, suggerisce la necessità di intraprendere la via opposta.

Ecco, quindi, che sorgono alcune paure, certamente fondate. Nello specifico, il timore di vedersi privati di una parte dei propri risparmi semplicemente perché la banca alla quale ci siamo affidati rischia la bancarotta. Certamente, il problema è più sentito da coloro che detengono prodotti ad alto rischio, che dovrebbero essere i primi a venire coinvolti.

La paura però riguarda anche chi ha depositato il proprio denaro in prodotti sicuri, come i conti deposito. La domanda quindi sorge spontanea: i conti deposito bail in rappresentano una prospettiva realistica?

Conti deposito a rischio bail in

La risposta, purtroppo, è sì, almeno fino a quando la direttiva non sarà elaborato e verranno esplicitamente escluse alcune categorie di prodotto. Per adesso, anche i conti deposito sono in ballo. Una certa prassi, però, fa ben sperare.

In tutti i paesi dove si pratica il bail in, vengono coinvolti i prodotti che contengono una certa liquidità e in genere vengono ignorate le piccole somme. Ora, i conti deposito mediamente contengono qualche decina di migliaia di euro, che non sono comunque tanto. Da questo punto di vista, e solo da questo, è possibile trarre qualche briciola di ottimismo.

 

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