Conto deposito cointestato: vantaggi e limiti

Conto deposito: chi permette di cointestarlo

Come funziona il conto deposito cointestato? Il conto deposito è uno dei pochi strumenti attualmente presenti sul mercato che consente di coniugare sicurezza e rendimento, ovviamente con le dovute proporzioni: dal punto di vista dei tassi, questo rimane pur sempre un panorama depresso.

Il conto deposito spicca anche per la sua versatilità, esistono due grandi tipologie e numerose varianti, le quali sono modulate in base all’offerta di operatività. Va segnalata anche una versione sui generis, la quale risponde a una precisa esigenza da parte di investitori: il conto deposito cointestato.

Conto deposito e i vincoli

La funzione principale di questo conto consiste nella presenza di due o più proprietari. Non sono molte le banche che consentono questa opzione, anche perché la creazione del conto deposito è legata all’esistenza di un conto corrente.

A un deposito, di norma, corrisponde uno e un “CC” soltanto. Per questo motivo, gli istituto che permettono la cointestazione sono gli stessi che non richiedono l’apertura di un conto corrente in qualità di appoggio. I nomi più famosi sono IWbank e WeBank.

 

Una piccola specificazione: alcuni istituti consentono di collegare a un deposito più conti corrente. Si tratta di una opzione vantaggiosa in alcuni casi, anche perché permette di “irrorare” il deposito con denaro proveniente da più canali. Ovviamente ciò ha significato solo per quei depositi che consentono di inserire nuove somme con il passare del tempo. Sono esclusi, quindi i conti deposito super-vincolati.

Conto deposito cointestato successione: un bisogno tangibile

Il conto deposito cointestato assolve a una precisa esigenza: consentire una successione limpida, fluida e senza intoppi del denaro. Ammettiamo il classico esempio padre-figlio.

Se un individuo ha aperto un conto deposito e durante la giacenza questi malauguratamente passa a miglior vista, di norma per l’erede è difficile prendere legittimo possesso del denaro. Certo, prima o poi riuscirà a mettere mano “all’eredità”, anche perché gli spetta di legge, ma l’iter burocratico e soprattutto giudiziario è lungo, spesso tortuoso.

Se invece il conto deposito è cointestato, ossia appartiene sia al proprietario che al futuro erede, allora quest’ultimo può usufruire del denaro fin da subito, in maniera del tutto automatico e indolore. Insomma, il conto deposito cointestato è un metodo mascherato ma molto efficace per garantire la successione.

Ovviamente la cointestazione porta con sé anche alcuni svantaggi. Il più grande di questi riguarda i margini di azione. E’ evidente: il conto ha più di un proprietario, qualsiasi azione su di esso deve essere passata al vaglio di tutti i proprietari. Ciò in qualche modo rallenta qualsiasi movimento, sicché il deposito appare vincolato non dalla riduzione dell’operatività, ma dall’impossibilità a esercitarla in maniera fluida.

 

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