garanzia conto deposito

Garanzia conto deposito: risparmi 2018 garantiti. Fondo Interbancario e Tutela dei Depositi.

La garanzia conto deposito è stata oggetto di diverse leggi in materia finanziaria nel corso degli anni.

L’ultima novità introdotta in materia risale al Governo Monti di qualche anno fa.

Col Decreto Salva Italia fu abolito il prelievo una tantum. Si istituì l’imposta di bollo annuale sui conti di risparmio.

Le numerose manovre però, tutelano le banche non i risparmiatori. Il fine è non far sentire il morso del prelievo forzoso ai risparmiatori .

Risparmi garantiti: garanzia conto deposito

I conti deposito coniugano sicurezza e rendimento nelle giuste proporzioni, seppur poco ottimali in merito ai tassi di interesse. Sono insieme ai conti correnti le forme di risparmio più sicure. Per i conti cifrati si applica la stessa garanzia offerta per i conti correnti nominali. Devono essere chiaramente riconducibili al nominativo del titolare e del beneficiario.

Grazie alla loro versatilità e ai margini di operatività li fanno preferire ad altre soluzioni. Anche in vista di un profitto accettabile e per le tutele previste sul fronte del rischio. Tutti questi aspetti consentono di godere della garanzia conto deposito.

 

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Garanzia Fondo Interbancario

Dal 1987, le banche italiane hanno aderito al FITD, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Tale fondo ingloba le riserve annuali poste a garanzia dei conti correnti, qualora i clienti risparmiatori si trovassero in difficoltà. Tutela ogni forma di risparmio (assegni circolari, conti correnti) e deposito, ma non gli investimenti.

La direttiva comunitaria per il risanamento e la risoluzione del settore creditizio e degli intermediari finanziari è stata emanata da Bruxelles. Pone sullo stesso piano correntisti ed azionisti, che in caso di crisi rispondono in solido.

In caso di default il rimborso avviene in 20 giorni lavorativi, tranne un’ulteriore proroga di 10 giorni da parte della Banca d’Italia. Il fondo garantisce solo le banche costituite in società per azioni e non tutela i fondi cooperativi.

Fondo di tutela dei depositi

I depositi sono tutelati da un consorzio al quale gli istituti creditizi sono obbligati ad aderire in base a quanto stabilito dal D. lgs. 385/1993. Gli istituti di credito dovrebbero collaborare per risanare la situazioni e fornire liquidità ai clienti della banca in default. Quindi non direttamente dallo Stato.

Il D. lgs. 24/03/11 n. 49 conforme alla Direttiva 2009/CE dispone una serie di criteri: il limite massimo di rimborso pari a 100 000,00 per depositante. Se il conto è cointestato la garanzia conto deposito è da intendersi per ciascuno dei depositanti. Invece se si è titolari di più conti presso la stessa banca la garanzia si applica al cumulo dei depositi.

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Conto deposito migliore rendimento

Conto deposito: stato attuale dell’offerta bancaria e notizie relative alla legislazione in materia.

Quando la scelta d’investimento ricade su un conto deposito, un conto corrente dove la banca corrisponde un interesse sulle somme depositate.

L’offerta bancaria si è diretta verso la soddisfazione di questa diffusa esigenza di investimento con una proposta di conti di deposito chiara, flessibile e puntuale.

La crisi economica ha delineato un panorama finanziario in cui gran parte dei risparmiatori cercano soluzioni di investimento che garantiscono sicurezza e movimento del capitale senza perdite.

 

Conti deposito. Lo stato attuale dell’offerta

L’offerta bancaria relativa ai conti di deposito è attualmente molto dinamica e flessibile. Gli istituti bancari già da qualche anno propongono soluzioni in continua evoluzione per rispondere meglio alle tendenze dei risparmiatori.

Attualmente le banche offrono di base la possibilità di deposito senza vincoli ma con bassi rendimenti, per poi proporre varie opzioni di vincolo di tutto o parte del capitale depositato con rendimenti più alti.

Gli interessi vengono solitamente capitalizzati alla fine del periodo di vincolo o comunque alla fine di ogni anno solare. Spesso c’è anche la possibilità di svincolo del capitale senza penali ma con l’unica perdita del rendimento maggiore e quindi con l’applicazione del tasso base garantito sulle somme libere.

I conti deposito. Principali caratteristiche

Una soluzione ideale per i risparmiatori con poca attinenza al rischio e a vincolare i propri capitali in investimenti a medio e lungo termine. I rendimenti purtroppo sono bassi in quanto i tassi di riferimento sono legati all’attuale costo del denaro.

Le banche infatti offrono di base, sulle somme libere da vincoli, un tasso di interesse lordo che va da 0,1% a 0,5%. Scegliendo invece di vincolare tutto o parte delle somme depositate sono garantiti rendimenti superiori all’1% che possono crescere proporzionalmente:

  • in base al periodo di vincolo (12, 24, 36 e 60 mesi);
  • al crescere delle somme minime da vincolare.

I conti deposito di solito non hanno spese di apertura, gestione e chiusura; ci sono da considerare le ritenute fiscali da pagare sugli interessi e l’imposta di bollo che va pagata sulle giacenze medie annue superiori ai 5.000 euro.

Le migliori offerte bancarie

La maggioranza degli Istituti bancari attualmente offrono conti deposito con le caratteristiche fin qui esposte. Di solito ogni banca offre un paio di soluzioni ma con flessibilità di scelta tra :

  • libero o vincolato;
  • periodo di vincolo;
  • somme minime vincolate.

Particolarmente rilevanti sono le proposte fatte da alcuni Istituti per tassi di rendimento garantiti più elevati rispetto alla media:

  • depositi non vincolati: alcune banche oggi offrono un tasso lordo dell’ 1% o superiore sulle somme libere in promozione per i primi mesi. Il rendimento si può mantenere ad esempio con l’accredito dello stipendio/pensione o che può aumentare nel caso si opti per piani di accumulo e quindi inserendo un vincolo;
  • per i depositi vincolati invece le soluzioni migliori sul mercato prevedono tassi di interesse lordi intorno al 2% con vincoli a breve termine e in alcuni casi con liquidazione trimestrale degli interessi. Su alcune tipologie di depositi vincolati alcune banca si fanno carico anche dell’imposta di bollo.

La legislazione vigente in materia.

Tutta la normativa in materia bancaria è raccolta nel Testo Unico Bancario (d.lgs 385/1993) che ha subito negli ultimi anni numerose modifiche e integrazioni in seguito ai grandi fallimenti bancari che hanno bruciato i risparmi di migliaia di investitori.

L’Eurozona, con una serie di direttive, ha imposto una legislazione che garantisce più chiarezza e trasparenza nelle condizioni di investimento e garanzie minime per i depositi bancari.

Nel 2011 è stato costituito il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, a cui devono aderire obbligatoriamente tutte le banche, che serve a garantire un rimborso in tempi certi fino a 100 mila euro per i risparmiatori in caso di insolvenza della banca.

Negli ultimi anni è stata rivista anche la percentuale delle ritenute fiscali sui redditi da interessi (salita al 26%) e parte della disciplina dell’imposta di bollo.

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Conto deposito: tutela acquirenti ddl concorrenza 124/2017

In materia di conto deposito grazie al ddl sulla concorrenza n. 124/2017 gli acquirenti di case e beni immobili avranno meno preoccupazioni. In questo ambito purtroppo vi è il rischio di frodi.

Fino a pochi mesi fa il privato interessato all’acquisto era più esposto, in quanto pagare in anticipo la somma non era così sicuro.

Vi sono stati casi in cui i venditori incassavano tramite notaio la somma e al momento delle firme scappavano via. Dal 29 agosto scorso la situazione è diventata più rassicurante.

I conti deposito prima della pubblicazione della legge 124

Il sistema che regolava l’acquisto di immobili tra privati era regolato sulla base della cronologia dei versamenti dei conti deposito. Nell’intervallo di tempo tra la stesura dell’atto notarile e il momento in cui si trascrive il contratto nei registri degli atti immobiliari le due parti interessate alla compravendita potevano versare in situazioni contrapposte.

Il venditore da una parte poteva essere esposto a debiti verso terze persone (in tale situazione l’immobile gli veniva pignorato o sequestrato nel peggiore dei casi). L’acquirente a sua volta si trovava così ad aver sborsato una cifra notevole senza non avere comprato nulla. O addirittura ritrovandosi un immobile di proprietà soggetto a vincoli da parte di terze persone.

Ddl concorrenza. Cosa dice la legge 124/2017

Grazie all’entrata in vigore del ddl concorrenza n. 124 gli acquirenti possono chiedere che la somma sia depositata dal notaio in un conto deposito fino alla trascrizione del contratto sui registri degli atti immobiliari. L’acquirente può scegliere autonomamente di utilizzare il conto deposito, senza che sia necessario il consenso da parte del venditore.

La legge mette al sicuro gli acquirenti da quei venditori che dopo aver fatto il preliminare d’acquisto non proseguono alla trascrizione degli atti dal notaio. Precisiamo che con la trascrizione degli atti la proprietà passa ufficialmente dal venditore all’acquirente. La tutela è rappresentata per due fondamentali:

  • vendita della proprietà ad un’altra persona
  • rischio di ipoteca sull’immobile che si sta acquistando.

Più precisamente l’acquirente versa la somma al notaio che redige il contratto e lo trascrive nei registri. Il notaio accerta la correttezza della transazione e versa la somma al venditore. Questa formalità dura massimo 5 giorni lavorativi. Nell’eventualità che sulla casa ci siano dei vincoli da parte di terzi, il notaio salda i debiti ad ognuno di loro e verserà la restante parte al venditore.

Per un miglior conto deposito

Il ddl concorrenza 124 suggerisce quindi che il notaio debba avere un conto corrente dedicato alle somme che gli acquirenti dovranno versare. La gestione di questo piccolo fondo da parte della figura notarile è soggetta a una serie di osservanze. In quanto garante della transazione egli:

  • non può generare interessi su questa somma e non può utilizzarli per altri scopi se non per pagare il venditore;
  • non può pagare i suoi creditori personali con le somme presenti nel conto deposito;
  • è consapevole che le somme non rientrano nel proprio testamento personale e quindi non possono passare in mano agli eredi;
  • è consapevole che le somme non fanno parte della comunione dei beni col coniuge;
  • è tenuto a versare esclusivamente sul conto deposito dedicato la somma ricevuta dall’acquirente;
  • deve tenerli depositati su tale conto fino al momento della trascrizione degli atti della compravendita.

Per concludere, è chiaro che vi è una maggior tutela delle transazioni immobiliari. Soprattutto in casi specifici e spinosi rappresentati da ipoteche, pignoramenti e quant’altro. Chi non procede alla trascrizione agli atti dal notaio è sicuramente più esposto al rischio di frode, rischiando di non riavere la somma versata.

Grazie a questa legge i notai prendono in custodia l’intera somma versandola su un conto corrente esclusivo ed univocamente atto allo scopo. Nell’eventualità avversa di acquisti non atti a essere conclusi o esposti al rischio di sanzioni per pregressi debiti, recuperare la somma sarà molto più semplice.

Come funzionano i mutui online

Molti consumatori, spinti dalla necessità di dover risparmiare, sono arrivati al punto da valutare prestiti, conti correnti e mutui online, perché ormai questo tipo di prodotti permettono di ottenere le stesse prestazioni e le stesse garanzie a costi di gran lunga minori. Ecco allora che, relativamente all’acquisto della prima casa, sono sempre più gli utenti che si chiedono come funzionano i mutui online!

Come funzionano i mutui online

 I mutui online funzionano allo stesso identico modo di quelli ‘tradizionali’, perché vengono sempre emessi da una banca autorizzata e perché rispondono alle stesse regole che vigono per i mutui tradizionali. L’unica differenza è che vengono gestiti prevalentemente online, dando modo al mutuatario di non dover per forza avere la banca vicino casa sua.

E il vantaggio di questo tipo di soluzione, ancor prima che essere economico, è proprio questo: la possibilità di gestire la propria posizione da qualunque luogo e in qualsiasi momento della giornata, pertanto anche se si è al lavoro, in vacanza o se si decide di cambiare casa, l’assistenza da parte della banca continuerà ad essere la stessa di sempre.

Dopo di che, l’altro grande vantaggio dei mutui su Internet, è dato appunto dalla loro economicità: non essendoci una filiale fisica che gestisce il tutto, è evidente che la banca può permettersi il lusso di proporre costi e tassi di interesse più bassi sul mutuo. E di questo taglio dei costi ne beneficerà proprio il cliente finale, che potrà così risparmiare fior fior di quattrini!

Le principali tipologie di mutuo

Dal momento in cui abbiamo più volte ribadito che i mutui online funzionano praticamente alla stessa maniera di quelli tradizionali, è evidente che anche su Internet finirete col ritrovarvi a dover scegliere tra quattro tipi di mutuo (differenti l’uno dall’altro fondamentalmente per via del tasso di interesse, della durata e del tipo di garanzia aggiunta al di là dell’ipoteca, che viene prevista in ogni caso).

Il primo è il mutuo a tasso fisso, quindi un mutuo su cui viene applicato un tasso di interesse che rimane immutato per tutta la durata del prestito e che comporta quindi rate di importo sempre uguale.

Il secondo è il mutuo a tasso variabile, che come dice il nome stesso vanta un tasso di interesse che può oscillare; pertanto col tasso variabile si ha sì la possibilità di pagare molto meno rispetto al tasso fisso, ma si corre anche il rischio di pagare molto di più (qualora il tasso variabile dovesse appunto superare quello fisso).

Una soluzione che combina il tasso fisso con quello variabile è il mutuo a tasso misto, che dà quindi la possibilità di passare dal fisso al variabile senza particolari problemi e sull’onda, ovviamente, di quello che di volta in volta risulterà più conveniente.

Infine c’è la quarta e ultima possibilità che si chiama mutuo con tasso di ingresso: in pratica, questa soluzione prevede che per i primi mesi ci sia un tasso di interesse ridotto e che alla scadenza di detto periodo, il tasso diventi o fisso o variabile.

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Carte prepagate con iban: Hello Bank e le migliori a giugno 2017

Le carte prepagate con iban sono una formula di pagamento del tutto simile al bancomat, ma che possono essere utilizzate solo dopo esser state ricaricate con il denaro sufficiente per effettuare la spesa desiderata. L’operazione di ricarica è molto semplice, basta infatti effettuare un bonifico al codice IBAN associato alla carta prepagata.

 

Essendo slegate dal conto corrente sono particolarmente sicure e indicate per i pagamenti on-line, visto che un eventuale furto di dati comprometterebbe esclusivamente il credito presente sulla carta e non l’intero patrimonio del titolare. Molte banche propongono le loro carte prepagate senza richiedere l’apertura di un conto corrente, alcune di queste per tutto il mese di giugno 2017 offrono condizioni particolarmente vantaggiose a tutti coloro che richiederanno una carta ricaricabile con IBAN.

 

La proposta più interessante è quella di Hello Bank! che offre la sua carta prepagata con IBAN Hello! Free senza alcun costo di emissione e a canone gratuito. Potrà essere ricaricata fino a un massimo di € 5000 €, senza alcuna commissione, attraverso un bonifico bancario. La carta prepagata Hello! Free inoltre è dotata di tecnologia contactless e permette prelievi gratuiti presso gli ATM della banca Bnl, o al costo di €2 a prelievo su ATM di altre banche.

 

Anche Poste Italiane continua la promozione della sua ormai nota Postepay Evolution. La richiesta prevede un costo di emissione di 5 €, il canone invece è totalmente gratuito. Può essere ricaricata fino a un massimo di €50000 e garantisce pagamenti gratuiti in tutti i negozi e gli store on-line. Il prelievo presso gli ATM Postamat costa 1 €, mentre sarà possibile prelevare su ATM di altre banche al costo di 2 €.

 

Widiba controbatte proponendo la sua carta prepagata Visa Electron a un canone annuale di soli 10 €, senza chiedere però alcun costo per l’attivazione. Potrà essere ricaricata fino a 10000 € e comprende prelievi gratuiti presso gli ATM di Mps o al costo di 2 € se effettuati nelle banche di altri circuiti. Include inoltre il servizio contactless e l’indispensabile servizio allerta via mail o sms.

Altra offerta interessante disponibile fino a fine Luglio 2017 quella avanzata da Banca Unicredit con la carta ricaricabile My Genius.

 

Quest’ultima può essere attivata al costo di 5 € e senza il pagamento del canone mensile di 1 € normalmente richiesto fuori promozione. Con la carta My Genius si potrà prelevare gratuitamente presso gli ATM Unicredit o al costo di 2 € presso gli sportelli di altre banche. Prevede il pagamento contactless e può essere ricaricata fino ad un massimo di 50000 € con bonifico effettuabile allo sportello, online, presso gli ATM o tramite call center.

Conto deposito arancio tasso base

Come aprire un conto corrente in Svizzera?

Aprire un conto corrente in Svizzera nel 2017 è una procedura semplice, facile e legale, a patto che si denunci il saldo del conto nella dichiarazione dei redditi annuale e si versino le imposte sulle attività finanziarie detenute all’estero, come l’IVAFE in Italia.

Aprire un conto corrente in Svizzera 2017: premesse necessarie

Chiunque abbia 18 anni e un documento d’identità può aprire un conto corrente in Svizzera. Sia le banche sia la Posta Svizzera, dopo il colloquio conoscitivo con il potenziale cliente, effettuano varie verifiche e si riservano il diritto di accettare o rifiutare l’apertura.

Ad esempio alcuni istituti non accettano come nuovi clienti:

  • persone “esposte politicamente” in quanto potrebbero ledere la reputazione della banca;
  • clienti verso cui la banca nutre forti dubbi rispetto alla provenienza dei fondi da depositare.

Quindi accendere un conto in Svizzera è un’operazione semplice ma rigorosa, poiché il cliente viene sottoposto a un severo controllo di verifica. Se si vuole procedere con l’apertura è necessario rivolgersi alla filiale o succursale della banca situato in Italia, oppure fissare un appuntamento e recarsi di persona presso il consulente bancario.

Come aprire un conto corrente in Svizzera?

Per aprire un conto corrente in Svizzera bisogna fissare un appuntamento con il consulente bancario, per un incontro conoscitivo.

Dopo di che, la banca Svizzera richiede una serie di documenti per verificare l’attendibilità e la reputazione del cliente. I documenti da presentare sono:

  • documento di identità o passaporto in corso di validità;
  • documentazione relativa al patrimonio, come un contratto di acquisto di un bene o immobile, la vendita di titoli ecc.

La banca Svizzera attiva i controlli formali sul potenziale cliente e indaga tramite domande su:

  • origine del patrimonio;
  • progetti finanziari futuri;
  • investimenti e calcolo del rischio.

Dopo aver superato i vari controlli, i clienti non residenti in Svizzera devono versare e tenere sempre depositato un valore minimo di patrimonio.

Tale misura è dovuta al fatto che si è verificato un aumento delle spese sostenute dalla Svizzera per rendere il sistema bancario trasparente.

Aprire un conto corrente in Svizzera online: è possibile?

Attualmente non è ancora possibile aprire un conto corrente in Svizzera via Internet.  Si possono richiedere informazioni sui prodotti e sulle modalità di apertura, ma per motivi tecnici e legali va ancora aperto in filiale. Infatti non è ancora stata attivata una procedura di identificazione del cliente via internet.

Questo perché le banche svizzere operano in base alle norme stabilite dalla Convenzione relativa all’obbligo di diligenza delle banche (CDB 08)” che prevede la verifica dell’identità del cliente tramite copia autenticata del documento d’identità o simili.

Tale copia autenticata può essere inviata solo da una succursale, da una società del Gruppo bancario, da un intermediario finanziario o da un notaio. La banca inoltre verifica l’indirizzo del domicilio del nuovo cliente con l’invio di un documento via posta.

Aprire un conto corrente in Svizzera: vantaggi, costi e sicurezza

Tutti i cittadini stranieri possono aprire un conto corrente in Svizzera a costi differenti a seconda del prodotto scelto.

I vantaggi sono svariati, come la possibilità di:

  • accreditare lo stipendio;
  • disporre di una carta di credito;
  • compiere operazioni di Internet bancking in qualsiasi valuta;
  • generare interessi sulle somme depositate;
  • godere della sicurezza della banca Svizzera. Infatti tutti gli istituti bancari per operare in Svizzera hanno bisogno di una licenza rilasciata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, la FINMA.

Che cos’è la FINMA?

La FINMA è un organo preposto alla sorveglianza di tutti gli operatori e intermediari bancari in base agli standard pattuiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria.

Questi requisiti non riguardano solo il patrimonio, ma anche e il loro comportamento. L’obiettivo è tutelare risparmiatori e investitori. Proprio per questo le banche svizzere, sono considerare le più sicure al mondo.

Prestiti-online.com, il nuovo portale sui prestiti online

E’ online il nuovo portale informativo, prestiti-online.com, di proprietà della Fattoretto srl, agenzia di Digital Marketing che si occupa di finance. All’interno del sito web potrete trovare le migliori offerte di prestiti online, sempre aggiornate, ma anche le ultime novità sul mondo finanziario italiano.

Il team di collaboratori, copywriter ed esperti specializzati nel settore finanziario, offrirà ai lettori consigli e suggerimenti per cogliere le miglior opportunità nell’ambito finanziario.

Grazie a Prestiti-online.com è più facile chiedere i prestiti online

Sempre più italiani richiedono la somma di denaro di cui hanno bisogno direttamente online, poiché vi sono degli indubbi vantaggi, come:

  • tassi più convenienti rispetto ai finanziamenti tradizionali poiché una banca online ha meno costi rispetto alle filiali fisiche e agli sportelli;
  • possibilità di usufruire di sconti dedicati ai clienti del web;
  • maggior velocità nell’erogazione del denaro, circa 24 o 48 ore.

Grazie ai numerosi portali, come prestiti-online.com, disponibili nel web oggi è molto semplice confrontare i vari preventivi, personalizzare la propria domanda e calcolare le rate in base al TAN e al TAEG.

Prestiti-online.com: il portale semplice e immediato

Tramite un’ interfaccia semplice e di facile utilizzo, potrete navigare tra le seguenti categorie:

  • guide, realizzate per aiutare l’utente a comprendere e risolvere le maggiori questioni legate al mondo della finanza;
  • news, per aggiornare continuamente i lettori sulle novità dell’ambiente finance, delle varie tipologie di prestito e molto altro ancora;
  • domande frequenti, che raccoglie i quesiti più frequenti degli utenti;
  • banche e finanziarie, per offrire una panoramica completa ed esaustiva di tutti gli istituti bancari – online e offline – presenti nel territorio italiano e non solo;
  • glossario, pensato per spiegare in modo semplice e chiaro alcuni le terminologie più complesse.

Prestiti-online.com: il sistema di ricerca veloce e preciso per i vostri quesiti

Tramite il “Search…”, presente in ogni pagina del sito, avrete la possibilità di trovare rapidamente ciò che state cercando.

Digitando una frase o una semplice parola, il portale vi fornirà gli articoli attinenti alla vostra ricerca: in questo modo potrete accorciare ulteriormente i tempi trovando l’informazione di cui avete bisogno in pochi secondi, senza dover spulciare tutti gli articoli della varie categorie.

Conto deposito a rendimento elevato

Conto Corrente in caso di morte: come devono comportarsi gli eredi?

Cosa accade se il titolare del conto corrente viene a mancare?

Quando viene a mancare una persona cara il momento è molto delicato, tuttavia è necessario mobilitarsi quanto prima per gestire al meglio il conto corrente del defunto. Tra le varie pratiche da espletare c’è quella della successione del conto corrente della persona che è venuta a mancare, anche nel caso in cui si entri in possesso del conto in eredità. E’ opportuno sapere come agire poichè il denaro depositato sul conto andrà diviso tra gli eredi. La prima cosa che fa la banca è congelare il conto corrente del defunto. Infatti, al momento della morte del titolare, si estinguono tutti i poteri di firma che aveva concesso a terzi finchè era in vita. Quindi, anche se sono eredi diretti, nessuno potrà mettere mano al conto, finchè non vengono svolte alcune pratiche burocratiche.

Conto Corrente in caso di morte: come avviene la successione agli eredi?

Nel caso di decesso del titolare di un conto corrente, il denaro depositato o gli eventuali debiti passano agli eredi. Ci sono due modalità per ereditare la successione del conto:

  • la successione avviene in automatico, cioè per legge;
  • la successione avviene tramite testamento, in cui il defunto ha espresso le proprie volontà.

Conto corrente con un unico titolare o cointestato.

Il conto corrente può essere:

  • intestato a una sola persona. Gli eredi devono comunicare alla banca il decesso con un certificato di morte e avviare la pratica di successione del conto corrente. Andranno poi restituiti all’istituto di credito gli assegni non utilizzati, il bancomat, le carte di credito e qualsiasi altro sistema di pagamento. Infatti, non appena la banca viene a conoscenza della morte del titolare del conto, congela il denaro e verifica se ci sono effettivi eredi che hanno diritto alla successione del conto. Blocca inoltre anche le eventuali deleghe concesse a soggetti terzi. I soldi vengono fermati fino a quando si stabiliscono con certezza gli eredi effettivi e viene esibita alla banca una copia della dichiarazione di successione. Solo a questo punto, il denaro verrà sbloccato e l’istituto finanziario distribuirà le quota a ogni erede.
  • Se il conto è cointestato, rientra nell’eredità solo la percentuale del conto di proprietà del defunto. Tuttavia, se il conto è tra due persone, c’è la possibilità che ci sia la firma congiunta o disgiunta. Nel primo caso, il conto viene bloccato poichè il contitolare dovrebbe avere il consenso su un’operazione da una persona che non c’è più. Se la firma è disgiunta, ognuno può operare sul conto a proprio piacimento. Tuttavia, è molto probabile che, in caso di morte di uno dei titolari, la banca blocchi comunque il conto corrente.

Conto Corrente in caso di morte: chi sono gli eredi?

Gli eredi del defunto non sono solo familiare e parenti, ma anche il fisco. Anche lo Stato infatti riscuote la sua parte se il conto corrente fa parte di un’eredità. La tassa di successione è prevista per legge e l’entità varia in base al grado di parentela tra defunto ed erede. Va da un minimo del 4% a un massimo del 6% e si applica non solo al denaro sul conto, ma anche a titoli, polizze, obbligazione ecc…

Conto deposito per aziende

Mutuo prima casa: ottenere più dell’80%?

La legge italiana prevede che “l’ammontare massimo dei finanziamenti di credito fondiario è pari all’80% del valore dei beni ipotecati”, quindi anche per il mutuo della prima casa una banca può concedere un prestito che copra al massimo l’80% del valore della stessa, così come risultante da perizia tecnica (e quindi non calcolato sul valore di mercato).

Mutuo fino all’80%: un limite che può essere superato

È quindi prassi, per le banche, concedere in prestito una somma pari all’80% del valore di perizia dell’immobile come mutuo prima casa. Questa condizione può però essere limitante per tutte quelle persone che non posseggono una liquidità sufficiente a coprire tutto o parte di quel 20% che resta. Ecco perché oggi, soprattutto per le giovani coppie che non posso contare su un aiuto da parte dei parenti, diventa difficile procedere con l’acquisto di un’abitazione.

In alcune circostanze però, e a fronte di specifiche garanzie, la banca può arrivare anche a coprire il 100% del valore della casa (esistono anche i mutui 100% per chi non dispone di liquidità da anticipare). Vediamo come ottenere più dell’80% per un mutuo sulla prima casa e se davvero ne vale la pena.

Conto deposito arancio tasso base
Guida Conto Deposito sui Mutui con più dell’80% per l’acquisto della prima casa

Come ottenere più dell’80% per l’acquisto della prima casa

Riprendendo la delibera del CICR del 22/04/1995 si legge che “tale percentuale (l’80%) può essere elevata fino al 100% qualora vengano prestate garanzie integrative, rappresentate da fideiussioni bancarie e assicurative, polizze di compagnie di assicurazione, cessioni di annualità o contributi a carico dello Stato o di enti pubblici, fondi di garanzia e da altre idonee garanzie”.

Spiegato in parole povere questo significa che per aprire un mutuo per la prima casa a più dell’80% bisogna dare maggiori garanzie che però hanno un costo elevato. Tale costo viene poi spalmato nelle rate, infatti la banca non chiede direttamente il pagamento, ma lo inserisce in tassi di interesse maggiori in modo da avere rendimenti più elevati tali da compensare i rischi maggiori che si è presa.

Mutuo prima casa 100%: vantaggi, svantaggi e difficoltà

Il vantaggio più evidente è che chi non ha liquidità che copra il 20% del valore dell’immobile e che quindi non può versare alcuna somma in anticipo può aprire lo stesso un mutuo per la prima casa.

Lo svantaggio che ne consegue è la maggiore spesa da affrontare per ripagare le spese notarili e la polizza fideiussoria, ma con una pianificazione adeguata questo svantaggio potrebbe non pesare molto. La valutazione per la scelta deve essere presa tenendo in considerazione il prezzo dell’affitto e l’eventuale rata maggiorata per il mutuo al 100%. Per esempio, una coppia che vuole acquistare la prima casa, ma non ha liquidità da versare come deposito iniziale, può decidere se aspettare qualche anno e mettere da parte i soldi necessari a coprire il 20% o se richiedere subito il 100% ma affrontare costi maggiori (dovuti ai tassi di interesse più elevati) negli anni a venire. Bisogna quindi calcolare l’ammontare dell’affitto per quel tempo necessario a mettere da parte la somma per il 20% e rapportarlo all’aumento di interesse in caso di mutuo al 100%.

Il problema vero consiste, comunque, nel trovare una banca che conceda un mutuo prima casa a più dell’80%. Oggi sono molto poche proprio per i maggiori rischi che ne derivano e quasi tutte le offerte sono rivolte ai giovani sotto i 35 anni. Quindi se già si è sforata quest’età e ancora non si è avuto un mutuo per la prima casa sarà difficile ottenerlo.

Conto deposito vincolato rischi

Conto Corrente Online: Caratteristiche del conto di Hello Bank

Spesso siamo abituati alla nostra cara e vecchia banca, punto di riferimento per qualsiasi problema dovuto al nostro conto. Ma con l’avvento di internet le distanze sono state abbattute e sempre più frequentemente i servizi online vengono in nostro aiuto. L’apertura di un conto corrente online è una pratica che sta prendendo piede nel nostro paese, visto l’abbattimento dei costi che questo tipo di servizio porta all’ utente finale. E la Hello bank ha pensato ad un conto corrente online tagliato su misura per chi non vuole avere spese di gestione troppo alte, garantendo comunque un servizio efficace e tempestivo.

Il nuovo modo di fare banca con i conti online

Negli ultimi anni il conto corrente online sta aumentando la sua popolarità, soprattutto tra i giovani. La velocità di gestione e la possibilità di un servizio pratico e costante, spinge l’utente ad optare per questo tipo di soluzione. Non bisogna ovviamente dimenticare la mancanza di spese di gestione, che quando presenti fanno storcere il naso al cliente: praticità, funzionalità e velocità sono le tre caratteristiche che ammaliano l’utente e lo spingono ad affidarsi ai servizi online. Un nuovo modo di fare banca appunto, rimamendo ovviamente al passo con i tempi.

Conto Corrente Online: La proposta di Hello Bank

Hello Bank, banca online facente parte del gruppo BNL-Bnp Paribas, offre l’opportunità di aprire un conto corrente online a zero spese e in quindici minuti. Il prodotto si chiama Hello! Money e prevede l’apertura di un conto in pochissimo tempo e attraverso l’utilizzo dello smartphone. Zero costi di gestione, ma anche tante agevolazioni, come ad esempio la funzione di conte depositario con il tasso dell’ 1% lordo. Inoltre se accrediti lo stipendio o un deposito minimo di 3.000 euro, Hello Bank ti regala un buono Amazon di 150 euro. Una partnership con uno dei colossi mondiali per rendere ancora più smart il servizio.

Per aprire il conto servono solamente:

  • Uno smartphone;
  • Quindici minuti di tempo;
  • Bisogna essere residenti in Italia;
  • Bisogna essere maggiorenni;
  • Non si deve possedere un conto BNL, in quanto Hello Bank fa già parte del gruppo BNP.

Le caratteristiche del conto di Hello Bank

La caratteristica principale del conto Hello Bank è sicuramente l’assenza di spese. Proprio per venire incontro ai clienti e alle difficoltà economico-finanziare in cui versa l’intero paese, si è arrivati a questa soluzione. Ma per essere chiari, bisogna specificare che esistono tre tipi diversi: il primo riguarda i canoni fissi, che con il pagamento di pochi euro mensili, ti permettono di fare diverse operazioni tramite il web totalemente gratuite. Gli altri due tipi riguardano il costo variabile delle varie operazioni, come ad esempio i bonifici.

In questo caso l’offerta del conto zero spese Hello! Money prevede:

  • Apertura gratuita;
  • Nessuna spesa di gestione e nessun canone;
  • Zero spese sulle operazioni internet e sul prelievo;

Un vero e proprio conto vantaggioso che permette a tutti di avere un prodotto davvero smart.

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Conto Deposito a Cedola Crescente Mps è Sicuro? Opinioni e tassi d’interesse

Conto Deposito a Cedola Crescente Mps: Di cosa si tratta e caratteristiche

Il conto deposito a cedola crescente del Monte dei Paschi di Siena è una particolare forma di risparmio che consente un tasso di interesse che aumenta progressivamente con il passare del tempo. Si tratta quindi di un tasso variabile prefissato e sopratutto esente dall’andamento dei mercati finanziari.

Si possono depositare risparmi in un’unico versamento iniziale oppure effettuare un piano di accumulo anche con piccoli importi periodici. Quando si effettua un versamento sul conto deposito a cedola crescente di Mps non si sostengono commissioni bancarie, e quindi si tratta di un investimento adatto a tutte le tasche.

Rendimento Conto Deposito Mps a Cedola Crescente: Tassi d’interesse

Il conto deposito a cedola crescente consente di arrivare a guadagnare fino a un 5% di tasso di interesse annuo lordo. Per aprirlo occorre depositare inizialmente almeno 1.000 euro, che successivamente potranno essere integrati da ulteriori versamenti di importo libero. I profitti derivanti dal capitale depositato vengono corrisposti semestralmente e in maniera anticipata, il che può senza alcun dubbio rappresentare un vantaggio per il cliente.

L’interesse che viene corrisposto inizialmente è dello 0,5%, ma questo tasso si alzerà gradualmente avvicinandosi alla scadenza del conto. Ogni sei mesi infatti il tasso raddoppia, fino ad arrivare al finale 5% lordo. Va ricordato che agli interessi lordi che vengono guadagnati con il conto deposito si deve applicare una tassazione del 26%, e che per questi strumenti finanziari sussiste anche il pagamento di un’imposta di bollo pari allo 0,20% annuale sulla somma depositata.

Il conto deposito a cedola crescente del Monte dei Paschi di Siena è un conto vincolato, ma che può essere svincolabile contro l’annullamento degli interessi prestabiliti.

Requisiti per aderire all’offerta e condizioni

Non tutti i correntisti e clienti del Monte dei Paschi di Siena possono aprire un conto deposito a cedola crescente. C’è un piccolo limite: solo chi è correntista Mps da almeno quindici giorni può aderire all’offerta. È possibile effettuare uno smobilizzo, totale o parziale, del denaro depositato e vincolato sul conto deposito Mps.

Non è un’operazione che comporta il sostenimento di penali da pagare ed è gratuito; tuttavia è bene ricordare che si perde del tutto il diritto a riscuotere gli interessi ai tassi prefissati all’apertura del conto deposito.

Conto Deposito Mps: Un esempio pratico

Poniamo il caso che venga aperto un conto deposito Mps alle seguenti condizioni:

  • 10.000 euro di deposito iniziali e in un’unica tranche;
  • rendimento a cedola crescente, partendo da uno 0,5% per arrivare infine a un 5% lordo;
  • durata del vincolo: 5 anni.

Alla scadenza del deposito la cedola crescente avrà permesso di guadagnare 1154 euro al netto della tassazione fiscale sulle rendite finanziare del 26%. Tuttavia a questa somma va anche detratto lo 0,2% annuo, il che comporta una spesa finale di 100 euro, infatti: 10.000*0,2%*5= 100 .

Ne deriva che il guadagno netto di 10.000 euro tenuti fino a scadenza in un conto deposito Mps a cedola crescente sarà di 1054 euro netti. Praticamente un tasso di interesse annuo netto pari a circa il 2% annuo netto. In tempi di tassi di interesse bassi da parte dei conti deposito è senza dubbio un’offerta considerevole, sicura ed allettante per i risparmiatori che vogliono rendimenti certi e capitale garantito.

Conto Deposito a Cedola Crescente Monte dei Paschi di Siena: Vantaggi e garanzie

Il conto deposito a cedola crescente rappresenta sicuramente un mezzo attraverso cui l’istituto senese cerca di riconquistare la fiducia dei risparmiatori, segnati dalle ultime vicende sia a livello nazionale che strettamente attinenti al Monte dei Paschi. È una forma di risparmio garantita fino a 100.000 euro per intestatario, grazie alla tutela del Fondo Interbancario di Tutela dei Prestiti.

Questo fondo viene alimentato e finanziato dalle altre banche e istituti di credito, in modo da evitare la compromissione dell’intero sistema bancario nazionale. Sono previsti inoltre ulteriori interventi da parte del Governo italiano a sostegno dei risparmiatori e delle banche, previsti nei prossimi mesi.

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Imposta Bollo Conto Deposito: Come si calcola?

Imposta di Bollo Conto Deposito: Caratteristiche 2017

Il conto deposito è una particolare tipologia di contratto bancario. Simile al conto corrente, si differenzia da quest’ultimo per la propria funzionalità. Infatti le operazioni consentite in un conto deposito sono molto spesso limitate al versamento ed al prelievo di denaro, senza permettere utilizzo di bancomat oppure la possibilità di effettuare e ricevere bonifici.

Trattandosi di un conto che prevede soltanto versamenti e prelievi che non possono superare gli importi giacenti sul conto, la sua apertura risulta abbastanza semplice. Non richiede infatti nessuna verifica sulla solvibilità e sulla storia pregressa del cliente da parte della banca. I documenti necessari per l’apertura di un conto deposito sono:

  • Copia del documento di identità e del codice fiscale del richiedente;
  • Presenza di un conto corrente tradizionale che verrà utilizzato come conto di appoggio per effettuare prelievi e versamenti sul conto deposito;
  • Deposito minimo iniziale contenuto che talvolta può essere richiesto per l’apertura.

Il capitale versato in un conto deposito produce solitamente interessi più alti rispetto a quello in giacenza su un conto corrente ordinario. Il conto deposito può essere libero oppure vincolato. In quest’ultimo caso il titolare del conto accetta di lasciare depositato il proprio capitale per un periodo di tempo prestabilito, ricevendo in cambio una percentuale di interesse maggiore.

In caso si verifichi poi la necessità di prelevare il denaro prima della scadenza sarà tenuto al pagamento di una penale che molto spesso coincide con gli interessi maturati.

Tassazione dei conti deposito 2017: Quali sono le imposte?

Sia che si tratti di conti deposito liberi sia che si tratti di conti deposito vincolati sugli interessi maturati verrà calcolata una tassazione del 26%. Tale importo è previsto su tutte le rendite finanziarie, quindi vige oltre che sui conti deposito anche su azioni, obbligazioni, bond finanziari e qualsiasi altro titolo che produca guadagno. La percentuale, precedentemente prevista nella misura del 20%, è stata innalzata all’aliquota attuale nella primavera del 2014.

Si tratta di una ritenuta alla fonte, che viene trattenuta dalla banca al momento della corresponsione degli interessi al correntista. Oltre alla tassa sulle rendite finanziarie occorre prevedere l’imposta di bollo che, a differenza di quella vigente per i conti correnti tradizionali, è calcolata in maniera progressiva.

Calcolo Imposta di bollo sui conti deposito: Come fare

L’imposta di bollo sui conti deposito ha subito una serie infinita di adeguamenti nel corso degli anni. Inizialmente prevista in misura fissa annua di €. 1,81 ha subito nel 2012 una prima trasformazione, prevedendo un importo pari allo 0,1% del capitale investito. Furono introdotti anche importi minimi e massimi dell’imposta annua, pari rispettivamente ad €. 34,20 ed €. 1.200,00. Molte banche che fino a quel momento si erano assunte l’onere esiguo dell’imposta dovuta, offrendo ai propri clienti conti deposito a zero spese, iniziarono ad addebitare ai correntisti l’imposta di bollo dovuta.

Un secondo cambiamento avvenne l’anno successivo, con l’innalzamento dell’aliquota a 0,15% e l’abbattimento del tetto massimo di €. 1.200,00. Il 1 gennaio 2014 è stato tolto anche l’importo minimo di €. 34,20 e l’imposta di bollo fu fissata allo 0,20% del capitale in giacenza sia sui conti deposito liberi che su quelli vincolati. La percentuale viene calcolata sulla giacenza media del periodo interessato dall’estratto conto, che può essere mensile, trimestrale, semestrale oppure annuale.

Come si calcola la giacenza media?

Saper calcolare la giacenza media del proprio conto corrente è spesso importante sia per conoscere l’interesse che verrà corrisposto sul proprio conto deposito, sia per autocertificare il proprio patrimonio mobiliare ai fini del rilascio di attestati che permettano di accedere a varie agevolazioni previste. Per effettuare correttamente il calcolo della giacenza media occorre iniziare dagli importi riportati sull’estratto conto.

Dopo aver sommato la giacenza giornaliera per ogni giorno dell’anno occorrerà dividere il risultato ottenuto per 365. Ovviamente questo risultato dovrà poi essere suddiviso in percentuale tra gli intestatari del conto corrente. In caso di conto corrente cointestato a due coniugi il risultato ottenuto dovrà essere rapportato ad ognuno di loro nella misura del 50%.

Conto Deposito Vincolato 2017: Cosa vuol dire?

Conto Deposito Vincolato: Cos’è?

Il conto deposito è sempre una forma di contratto che viene stipulato tra una banca ed il cliente. A differenza del conto corrente questa tipologia di contratto prevede generalmente solo versamenti e prelievi. Il conto deposito offre generalmente interessi maggiori rispetto al conto corrente tradizionale.

Ogni conto deposito può essere libero oppure vincolato. Mentre nel primo caso si ha l’immediata disponibilità del denaro versato, in caso di conto deposito vincolato il capitale in giacenza viene reso disponibile solo ad una determinata scadenza prefissata, che può essere compresa tra un mese e tre anni. In caso di conto deposito vincolato la banca riconosce al cliente una percentuale di interesse maggiore rispetto al conto deposito libero.

Se il cliente ha necessità di prelevare il denaro prima della suddetta scadenza dovrà corrispondere all’istituto una penale che generalmente coincide con l’interesse maturato.

Tassazione Conti Deposito Vincolati 2017

Fino al 2011 coloro che possedevano un conto deposito vincolato oppure libero dovevano corrispondere un’imposta di bollo di €. 1,81 per ogni anno solare, oltre a vedersi addebitare una aliquota fiscale del 27% sugli interessi maturati. Molto spesso la banca finiva per farsi completamente carico dell’importo esiguo del bollo, promuovendo così i libretti di deposito a zero spese. A partire dal 2012 l’aliquota è stata ridotta al 20%, mentre è stata innalzata l’imposta di bollo, divenuta pari allo 0,1% del capitale.

Questa variazione ha fatto sì che la quasi totalità delle banche abbia finito per addebitare tale importo ai propri clienti. Erano previsti anche un tetto minimo ed uno massimo, rispettivamente di €. 34,20 e di €. 1.200,00. Nei due anni successivi l’imposta di bollo è stata innalzata dello 0,05% ogni anno, fino a giungere nel 2014 allo 0,20%. Anche i due tetti sono stati aboliti. A partire dal 1 luglio 2014 anche l’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie, e quindi anche sui conti deposito vincolati, è risalita al 26%. Questi dati sono validi anche per il 2017.

Rischio dei Conti Deposito Vincolati: Quali sono?

I principali rischi legati al conto deposito vincolato sono quelli comuni ad ogni altro tipo di rapporto bancario. Il principale di questi è senza dubbio rappresentato dal fallimento della banca presso cui il correntista ha aperto il proprio conto. In questo caso l’istituto si troverò impossibilitato a restituire al soggetto sia il capitale depositato che gli eventuali interessi maturati. Per tutelare il cliente sono tuttavia stati predisposti dei fondi, sia a livello europeo che nazionale, che risarciscono gli aventi diritto fino ad un capitale massimo di €. 100.000,00.

Si tratta della Direttiva 2009/14/CE che vige per tutte le banche operanti nella Comunità Europea, e del Fondo Interbancario Tutela Depositi, a cui devono aderire tutti gli istituti italiani. Le banche estere che operano in Italia invece hanno l’obbligo di aderire al Fondo previsto nel proprio Paese, che deve comunque garantire una copertura minima per ogni singolo depositante pari a quanto stabilito dalla Comunità Europea.

Anche i tempi di rimborso sono stabiliti dalla Comunità, che ha anticipato a venti giorni lavorativi il precedente termine di tre mesi. Il rischio del correntista si riduce dunque al solo capitale eccedente la somma garantita di €. 100.000,00.

Caratteristiche del tipo di conto

Aprire un conto deposito vincolato è particolarmente semplice. Poiché la banca non si assume alcun tipo di rischio non avrà motivo per svolgere lunghe ed estenuanti procedure di controllo sull’affidabilità del cliente. Il contratto che viene sottoscritto dovrà contenere alcuni elementi essenziali, quali:

  • Le spese di apertura, di gestione e di eventuale chiusura del conto;
  • Il criterio di calcolo ed il tasso annuo lordo degli interessi corrisposti;
  • Le spese bancarie trattenute per ogni singola operazione di versamento o di prelievo;
  • I giorni di valuta per versamenti di assegni emessi dalla stessa banca o da altri istituti;
  • La data di addebito dell’importo vincolato e quella prevista per la sua nuova disponibilità;
  • L’importo delle eventuali penali da corrispondere alla banca in caso di necessità di prelievo del capitale prima della scadenza contrattuale.
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Conto Deposito e Prelievo Forzoso: Come difendersi dal Bail-in

Cos’è un conto deposito?

Il conto deposito è un contratto bancario, grazie al quale è possibile porre in essere operazioni di prelievo e di versamento. Il risparmiatore può scegliere di aprire un conto deposito vincolato o libero. Nel primo caso, potrà prelevare il denaro depositato solo nel momento in cui scadrà il periodo di vincolo. Il rispetto di questo periodo di vincolo offre il vantaggio al cliente di potere percepire una remunerazione più elevata in termini di tassi di interesse.

Il risparmiatore ha anche la possibilità di effettuare il prelievo del denaro anche prima della scadenza del suddetto termine. Ricorrendo tale evenienza, tuttavia, egli andrà incontro all’applicazione di una penale che, generalmente, consiste nella mancata corresponsione degli interessi. Nell’ipotesi di conto deposito vincolato, il titolare del conto deposito ha l’immediata disponibilità dei soldi ivi depositati.

Differenze tra conto deposito e conto corrente

Il conto deposito consente di effettuare un minore numero di operazioni rispetto al conto corrente. Il conto deposito permette, infatti, di portare a termine prelievi e versamenti, ma non consente di fare prelievi tramite bancomat o carta di credito, ricevere bonifici, effettuare pagamenti con assegni, etc.

Che cos’è il Bail-in: Prelievo forzoso dai conti

La Direttiva 2014/59/UE prevede che le banche italiane in dissesto possano prelevare contante dai conti dei clienti. E’ un meccanismo di salvaguardia del sistema bancario attraverso l’uso di contante, che è già immesso nel circuito delle stesse, pur non appartenendo agli istituti di credito. In tal modo, le banche, che sono in crisi, potrebbero evitare l’aggravarsi della loro situazione economica, autofinanziandosi, mediante il prelievo dei risparmi dei propri clienti e senza il previo consenso degli stessi.

Si tratta del fenomeno cosiddetto del “Bail-in”, che si traduce con il termine “salvataggio dall’interno”. In altri termini, le banche in difficoltà economico-finanziaria, non si avvarranno più degli aiuti esterni derivanti dalla BCE (Banca Centrale Europea) o dai fondi statali, per salvarsi dalla crisi, ma potranno direttamente utilizzare i risparmi dei clienti. Tale scelta è stata motivata dal fatto che i tentativi di salvataggio da parte dei governi nazionali hanno determinato un aumento del debito pubblico ed un pregiudizio finale per tutti i contribuenti.

Se dovesse essere attuato, il prelievo forzoso intaccherà solo i conti di importo superiore a 100.000,00 euro, a meno che i singoli Governi nazionali non scelgano di apportare modifiche a quanto previsto dalla Direttiva 2014/59/UE. L’ulteriore rischio che corrono i clienti bancari è quello della “non rimborsabilità” del prelievo effettuato per salvare gli Istituti di credito dalla crisi.

Prelievo Forzoso dai Conti Conti Deposito: Come difendersi dal Bail in

Considerato il rischio di andare incontro al prelievo forzoso dei soldi dai propri conti, i risparmiatori, prima di aprire conti e depositare somme superiori alla predetta cifra o a quella scelta da ogni Stato, dovrebbero valutare accuratamente la situazione finanziaria della banca. Così facendo, ci si può preventivamente tutelare dal rischio di eventuali prelievi forzosi, in caso di successivo dissesto dell’istituto di credito.

In alternativa, è maggiormente sicuro investire i propri risparmi in titoli emessi da società italiane o estere, al fine di non sottoporsi al rischio di dovere finanziare i debiti bancari con il denaro depositato nei conti deposito e di compromettere definitivamente l’investimento effettuato in banche dell’Eurozona. I risparmiatori potrebbero, inoltre, optare per l’acquisto di titoli di Stato ed obbligazioni dell’Eurozona, anche se, in tale ipotesi, occorre tenere sotto controllo le eventuali svalutazioni e le ristrutturazioni dei debiti, che potrebbero modificare radicalmente la situazione.

Potrebbero scegliere di investire il proprio danaro anche in Hedge fund, avvalendosi del parere di un consulente finanziario esperto.Si potrebbe investire il proprio denaro in fondi, che abbiano banche depositarie situate al di fuori dell’area comunitaria, per la quale la Direttiva 2014/59/UE non ha efficacia.Da ultimo, si potrebbe optare per l’investimento immobiliare, destinando i propri risparmi all’acquisto di una casa, una cantina, una soffitta, un garage o di locali commerciali, da locare.

Da un punto di vista prettamente giuridico, poi, la legge di attuazione della Direttiva potrebbe anche essere sottoposta ad un giudizio di legittimità costituzionale ed, in ipotesi di pronuncia favorevole, potrebbe essere resa inefficace dalla Corte Costituzionale per contrasto con l’art. 47 della Costituzione e con altre norme che tutelano i risparmiatori.

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Conto Deposito per Non Residenti in Italia: Come e dove si possono aprire?

Conto Deposito: Definizione e Tipologie

Il conto deposito è un contratto bancario, che consente di effettuare operazioni di prelievo e di versamento di danaro. Esso può essere libero o vincolato. In quest’ultimo caso, i risparmiatori possono prelevare i soldi depositati solo nel momento in cui scade il periodo di vincolo, che generalmente è di diciotto, ventiquattro o trentasei mesi, a seconda della scelta effettuata dal cliente all’atto della sottoscrizione del contratto bancario.

Il risparmiatore può, comunque, chiedere lo svincolo e disporre del danaro depositato anche prima della scadenza del termine inizialmente pattuito. Scegliendo questa possibilità, tuttavia, il cliente è tenuto a corrispondere una penale alla banca, che solitamente consiste nella corresponsione di tassi di interessi ridotti rispetto a quanto previsto nel contratto sottoscritto prima di chiedere lo svincolo.

Nel caso di conto deposito vincolato, la banca corrisponde al cliente maggiori interessi rispetto a quelli pagati per il conto di deposito libero. In quest’ultimo ipotesi, infatti, il cliente può usufruire del vantaggio di avere l’immediata disponibilità del danaro disponibile sul conto. Il cliente, che accenda un conto deposito, ha anche la possibilità di trasferire il saldo disponibile presso una banca diversa da quella presso la quale si è stipulato tale contratto bancario.

Conto Deposito e Conto Corrente: Differenze Principali

Il conto deposito presenta alcuni elementi di differenziazione rispetto al conto corrente, perché il primo tipo di contratto bancario consente di effettuare un più limitato numero di operazioni rispetto alla seconda tipologia di contratto bancario. Il conto corrente, a differenza del conto deposito infatti, permette al risparmiatore di portare a termine una più ampia gamma di operazioni, come prelievi tramite bancomat o carta di credito, disposizioni di bonifici verso altri conti, ricevere accrediti da parte di terze persone, fare pagamenti con assegni, etc.

 

Conto Deposito per Non Residenti: Come fare?

Un conto deposito può essere acceso presso ogni banca italiana a clienti italiani e anche da coloro che non risiedono sul territorio italiano. Per aprire un conto deposito in Italia, i non residenti devono portare a termine adempimenti ulteriori e diversi rispetto ai cittadini italiani.

Devono, infatti, consegnare la fotocopia di un valido documento di riconoscimento e una tratta – detta banker’s draft – in Euro. Se, poi, si volesse accendere un conto deposito per corrispondenza, il non residente è tenuto a fornire alla banca italiana delle referenze e la certificazione della firma, che venga attestata come autentica da un Notaio o da altro Pubblico Ufficiale.

Chi può essere considerato un non residente nel nostro paese?

Sono considerati “non residenti” coloro che, in Italia, non hanno né la residenza – vale a dire una dimora abituale – né il domicilio – da intendersi come sede principale di interessi e affari secondo le terminologie contenute nell’art. 43 del codice civile. Per essere considerati “non residenti”, occorre anche che le persone non risultino iscritte presso i registri anagrafici di un Comune italiano per almeno centottantatrè giorni nel corso di un anno.

Conti Deposito in Italia Non Residenti: Quali sono i costi?

L’apertura di un conto deposito presso una banca italiana da parte di non residenti in Italia. Per coloro che risiedano in uno Stato extracomunitario i costi di accensione di un conto deposito sono più elevati rispetto a quelli che affronterebbero coloro che risiedono in un Paese facente parte dell’Unione Europea. I clienti, che risiedano in uno Stato che non ha aderito all’Unione Europea, devono, infatti, corrispondere costi più elevati rispetto ai risparmiatori italiani, dal momento che i non residenti in Italia devono affrontare maggiori oneri connessi all’andamento dei tassi di cambio.

I costi maggiormente onerosi per i non residenti concernono anche le commissioni relative alle operazioni svolte sul conto deposito; mentre gli interessi sono equivalenti per i clienti stranieri e italiani. L’accensione di un conto deposito presso una banca italiana da parte di non residenti comporta, infine, il pagamento delle tasse in Italia.