Conto deposito è sicuro

Conto Deposito e Prelievo Forzoso: Come difendersi dal Bail-in

Cos’è un conto deposito?

Il conto deposito è un contratto bancario, grazie al quale è possibile porre in essere operazioni di prelievo e di versamento. Il risparmiatore può scegliere di aprire un conto deposito vincolato o libero. Nel primo caso, potrà prelevare il denaro depositato solo nel momento in cui scadrà il periodo di vincolo. Il rispetto di questo periodo di vincolo offre il vantaggio al cliente di potere percepire una remunerazione più elevata in termini di tassi di interesse.

Il risparmiatore ha anche la possibilità di effettuare il prelievo del denaro anche prima della scadenza del suddetto termine. Ricorrendo tale evenienza, tuttavia, egli andrà incontro all’applicazione di una penale che, generalmente, consiste nella mancata corresponsione degli interessi. Nell’ipotesi di conto deposito vincolato, il titolare del conto deposito ha l’immediata disponibilità dei soldi ivi depositati.

Differenze tra conto deposito e conto corrente

Il conto deposito consente di effettuare un minore numero di operazioni rispetto al conto corrente. Il conto deposito permette, infatti, di portare a termine prelievi e versamenti, ma non consente di fare prelievi tramite bancomat o carta di credito, ricevere bonifici, effettuare pagamenti con assegni, etc.

Che cos’è il Bail-in: Prelievo forzoso dai conti

La Direttiva 2014/59/UE prevede che le banche italiane in dissesto possano prelevare contante dai conti dei clienti. E’ un meccanismo di salvaguardia del sistema bancario attraverso l’uso di contante, che è già immesso nel circuito delle stesse, pur non appartenendo agli istituti di credito. In tal modo, le banche, che sono in crisi, potrebbero evitare l’aggravarsi della loro situazione economica, autofinanziandosi, mediante il prelievo dei risparmi dei propri clienti e senza il previo consenso degli stessi.

Si tratta del fenomeno cosiddetto del “Bail-in”, che si traduce con il termine “salvataggio dall’interno”. In altri termini, le banche in difficoltà economico-finanziaria, non si avvarranno più degli aiuti esterni derivanti dalla BCE (Banca Centrale Europea) o dai fondi statali, per salvarsi dalla crisi, ma potranno direttamente utilizzare i risparmi dei clienti. Tale scelta è stata motivata dal fatto che i tentativi di salvataggio da parte dei governi nazionali hanno determinato un aumento del debito pubblico ed un pregiudizio finale per tutti i contribuenti.

 

Se dovesse essere attuato, il prelievo forzoso intaccherà solo i conti di importo superiore a 100.000,00 euro, a meno che i singoli Governi nazionali non scelgano di apportare modifiche a quanto previsto dalla Direttiva 2014/59/UE. L’ulteriore rischio che corrono i clienti bancari è quello della “non rimborsabilità” del prelievo effettuato per salvare gli Istituti di credito dalla crisi.

Prelievo Forzoso dai Conti Conti Deposito: Come difendersi dal Bail in

Considerato il rischio di andare incontro al prelievo forzoso dei soldi dai propri conti, i risparmiatori, prima di aprire conti e depositare somme superiori alla predetta cifra o a quella scelta da ogni Stato, dovrebbero valutare accuratamente la situazione finanziaria della banca. Così facendo, ci si può preventivamente tutelare dal rischio di eventuali prelievi forzosi, in caso di successivo dissesto dell’istituto di credito.

In alternativa, è maggiormente sicuro investire i propri risparmi in titoli emessi da società italiane o estere, al fine di non sottoporsi al rischio di dovere finanziare i debiti bancari con il denaro depositato nei conti deposito e di compromettere definitivamente l’investimento effettuato in banche dell’Eurozona. I risparmiatori potrebbero, inoltre, optare per l’acquisto di titoli di Stato ed obbligazioni dell’Eurozona, anche se, in tale ipotesi, occorre tenere sotto controllo le eventuali svalutazioni e le ristrutturazioni dei debiti, che potrebbero modificare radicalmente la situazione.

Potrebbero scegliere di investire il proprio danaro anche in Hedge fund, avvalendosi del parere di un consulente finanziario esperto.Si potrebbe investire il proprio denaro in fondi, che abbiano banche depositarie situate al di fuori dell’area comunitaria, per la quale la Direttiva 2014/59/UE non ha efficacia.Da ultimo, si potrebbe optare per l’investimento immobiliare, destinando i propri risparmi all’acquisto di una casa, una cantina, una soffitta, un garage o di locali commerciali, da locare.

Da un punto di vista prettamente giuridico, poi, la legge di attuazione della Direttiva potrebbe anche essere sottoposta ad un giudizio di legittimità costituzionale ed, in ipotesi di pronuncia favorevole, potrebbe essere resa inefficace dalla Corte Costituzionale per contrasto con l’art. 47 della Costituzione e con altre norme che tutelano i risparmiatori.

 

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