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Imposta Bollo Conto Deposito: Come si calcola?

Imposta di Bollo Conto Deposito: Caratteristiche 2017

Il conto deposito è una particolare tipologia di contratto bancario. Simile al conto corrente, si differenzia da quest’ultimo per la propria funzionalità. Infatti le operazioni consentite in un conto deposito sono molto spesso limitate al versamento ed al prelievo di denaro, senza permettere utilizzo di bancomat oppure la possibilità di effettuare e ricevere bonifici.

Trattandosi di un conto che prevede soltanto versamenti e prelievi che non possono superare gli importi giacenti sul conto, la sua apertura risulta abbastanza semplice. Non richiede infatti nessuna verifica sulla solvibilità e sulla storia pregressa del cliente da parte della banca. I documenti necessari per l’apertura di un conto deposito sono:

  • Copia del documento di identità e del codice fiscale del richiedente;
  • Presenza di un conto corrente tradizionale che verrà utilizzato come conto di appoggio per effettuare prelievi e versamenti sul conto deposito;
  • Deposito minimo iniziale contenuto che talvolta può essere richiesto per l’apertura.

Il capitale versato in un conto deposito produce solitamente interessi più alti rispetto a quello in giacenza su un conto corrente ordinario. Il conto deposito può essere libero oppure vincolato. In quest’ultimo caso il titolare del conto accetta di lasciare depositato il proprio capitale per un periodo di tempo prestabilito, ricevendo in cambio una percentuale di interesse maggiore.

In caso si verifichi poi la necessità di prelevare il denaro prima della scadenza sarà tenuto al pagamento di una penale che molto spesso coincide con gli interessi maturati.

Tassazione dei conti deposito 2017: Quali sono le imposte?

Sia che si tratti di conti deposito liberi sia che si tratti di conti deposito vincolati sugli interessi maturati verrà calcolata una tassazione del 26%. Tale importo è previsto su tutte le rendite finanziarie, quindi vige oltre che sui conti deposito anche su azioni, obbligazioni, bond finanziari e qualsiasi altro titolo che produca guadagno. La percentuale, precedentemente prevista nella misura del 20%, è stata innalzata all’aliquota attuale nella primavera del 2014.

 

Si tratta di una ritenuta alla fonte, che viene trattenuta dalla banca al momento della corresponsione degli interessi al correntista. Oltre alla tassa sulle rendite finanziarie occorre prevedere l’imposta di bollo che, a differenza di quella vigente per i conti correnti tradizionali, è calcolata in maniera progressiva.

Calcolo Imposta di bollo sui conti deposito: Come fare

L’imposta di bollo sui conti deposito ha subito una serie infinita di adeguamenti nel corso degli anni. Inizialmente prevista in misura fissa annua di €. 1,81 ha subito nel 2012 una prima trasformazione, prevedendo un importo pari allo 0,1% del capitale investito. Furono introdotti anche importi minimi e massimi dell’imposta annua, pari rispettivamente ad €. 34,20 ed €. 1.200,00. Molte banche che fino a quel momento si erano assunte l’onere esiguo dell’imposta dovuta, offrendo ai propri clienti conti deposito a zero spese, iniziarono ad addebitare ai correntisti l’imposta di bollo dovuta.

Un secondo cambiamento avvenne l’anno successivo, con l’innalzamento dell’aliquota a 0,15% e l’abbattimento del tetto massimo di €. 1.200,00. Il 1 gennaio 2014 è stato tolto anche l’importo minimo di €. 34,20 e l’imposta di bollo fu fissata allo 0,20% del capitale in giacenza sia sui conti deposito liberi che su quelli vincolati. La percentuale viene calcolata sulla giacenza media del periodo interessato dall’estratto conto, che può essere mensile, trimestrale, semestrale oppure annuale.

Come si calcola la giacenza media?

Saper calcolare la giacenza media del proprio conto corrente è spesso importante sia per conoscere l’interesse che verrà corrisposto sul proprio conto deposito, sia per autocertificare il proprio patrimonio mobiliare ai fini del rilascio di attestati che permettano di accedere a varie agevolazioni previste. Per effettuare correttamente il calcolo della giacenza media occorre iniziare dagli importi riportati sull’estratto conto.

Dopo aver sommato la giacenza giornaliera per ogni giorno dell’anno occorrerà dividere il risultato ottenuto per 365. Ovviamente questo risultato dovrà poi essere suddiviso in percentuale tra gli intestatari del conto corrente. In caso di conto corrente cointestato a due coniugi il risultato ottenuto dovrà essere rapportato ad ognuno di loro nella misura del 50%.

 

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